Prima di tutto… gli Amici: malgrado tutto eravamo certi di iniziare questo nuovo anno in modo sereno e positivo, carichi finalmente del giusto entusiasmo e di legittime quanto necessarie speranze; avremmo voluto aprire questo “documento” con la bellissima notizia che potete leggere sotto; avevamo già organizzato la splendida festa di stasera nella quale potremo riabbracciare (non solo simbolicamente) tutti i nostri fratelli Ultras.

Ma tutto questo è stato sconvolto dalla notizia della morte di Alessio che, la mattina del primo gennaio, è stato travolto dal proprio destino.

Ora, in questi momenti di dolore è sempre difficile trovare le parole giuste evitando il pericolo di scadere nella retorica più inutile. Per questo lasciamo a tutti voi il compito di descriverlo in modo sincero ed appropriato (basterà pensarlo per quanto ha combattuto ed ha messo in atto per il gruppo, per la Curva e per i suoi amici; basterà vederlo per quello che era di fatto; basterà coglierlo in tutto ciò che ha lasciato). E non preoccupatevi della forma o dello stile o della lingua che utilizzerete per farlo. Alessio non si offenderà, grato di sentirvi raccontarlo.

Liberi!: infine, dopo quasi otto mesi, è giunta la tanto agognata Libertà per Andrea, Cristiano, Diego e Mauro.

Una Libertà attesa per molto, troppo tempo. Una Libertà parziale, pagata fra l’altro a caro prezzo ed in modo eccessivo: due giorni di carcere, cinque mesi di domiciliari più altri tre con obbligo di dimora, un anno e sei mesi di pena, due anni d’ulteriore diffida, un linciaggio morale sulla stampa locale, ecc., sono francamente troppi per chi si è assunto, di fronte alla Giustizia, tutte le responsabilità del caso.

E non stiamo parlando d’azioni vigliacche e meschine consumate ai danni d’incapaci, anche se chi di dovere ha pensato bene di mostrarle al mondo intero (ed in particolare ai giudici) come un’aggressione premeditata e selvaggia usando, per di più, alcuni “stratagemmi” già testati ampiamente contro di noi, che non fanno certo onore alla sua livrea ma, al contrario, ne dimostrano tutti i limiti seminando fra l’altro molti sospetti ed una sola certezza: il Brescia 1911 deve essere eliminato o, quantomeno, addomesticato!

Diciamo questo affinché tutti sappiano, con certezza, quali siano i veri rischi che corrono non tanto i violenti, sebbene nessuno qui sia diventato un santo, bensì coloro che cercano d’essere coerenti e leali con tutti; che affrontano ogni situazione in prima persona e senza accettare compromessi, imposizioni o ricatti; che combattono le ingiustizie e certo malcostume; che appartengono ad un gruppo sincero, umile, “virtuoso” e mai domo come il nostro; che sono in modo unico ed interamente Ultras; che non mollano mai, alla faccia di chi magari vorrebbe vederli implorare.

Diciamo questo perché da sempre sosteniamo che non è con le leggi speciali o con le intimidazioni che si ottiene rispetto e si migliorano certe tensioni, bensì con un dialogo serio e disinteressato fra uomini veri dei quali, francamente, a Brescia se ne è persa la traccia da molto tempo.

Sicuramente, dopo quello che è accaduto otto mesi fa ad alcuni di noi, molti ragazzi in Curva sono rimasti allibiti ed hanno letteralmente mollato, sconfitti da una logica senza ideali e traditi da una dubbia memoria che, per semplice spirito di conservazione, ha cancellato ben presto certe promesse fatte in tempi migliori.

Malgrado ciò, gli Amici veri non dimenticano e continuano a lottare, per chi se n’è andato, per chi ancora deve venire ma anche per chi un giorno tornerà.

Prima di tutto gli Amici, non dimenticatelo mai!

P.S. a volte basta poco per dare una piccola svolta al proprio entusiasmo, e la notizia della libertà dei nostri amici, sommata alla speranza di rivederli al più presto fra noi con tutti gli altri diffidati, ha riportato un ulteriore ventata di serenità all’interno del nostro gruppo, già toccato piacevolmente un mese fa dal rientro di alcuni gnari a lungo diffidati.

Pur conoscendo molto bene certe logiche di potere che hanno caratterizzato gli anni passati, anni nei quali sembrava che il destino del gruppo fosse ormai quello di soccombere in modo definitivo ad un certo sistema di potere ed a certe leggi interpretate all’occorrenza, manco a dirlo, da alcuni zelanti personaggi che non hanno mai perso occasione di “esprimere” le loro numerose quanto superficiali (nonché parziali) interpretazioni, si comincia ad intravedere uno spiraglio che, inevitabilmente, è dipinto di biancoblu e contrassegnato Brescia 1911 Curva Nord. Quindi gnari, se ci fosse ancora qualche indeciso che volesse diventare protagonista della propria vita in senso positivo e più che mai attivo, il nostro gruppo è pronto ad accoglierlo a braccia aperte, a condizione che mostri rispetto, “brescianità” e spirito di sacrificio.